Il popolo paga, i burattinai incassano

Ci raccontano che il mercato è "libero", che l'economia si autoregola, che la concorrenza è la chiave del progresso. La verità? È una dittatura silenziosa, dove pochi decidono per tutti e i cittadini sono solo carne da sfruttare.

Oggi l’energia costa il triplo, il cibo viene razionato nei discount, ma le multinazionali fanno utili da record. Le banche chiudono le filiali nei paesi, ma aumentano i dividendi per gli azionisti. Lo Stato? Non esiste più. È solo un passacarte in mano ai potentati economici.

E intanto milioni di italiani tirano avanti con stipendi da fame, contratti a tempo determinato e affitti da strozzinaggio. I giovani scappano, gli anziani muoiono in silenzio, e chi prova a protestare viene etichettato come sovversivo.

Non siamo in una democrazia: siamo in una tecnocrazia finanziaria. E finché continueremo a credere che "non ci sono alternative", saremo complici della nostra stessa rovina.



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