1 Maggio: Il Silenzio dei Vinti
È diventata il giorno del silenzio. Il silenzio dei vinti.
Vinti dalla rassegnazione.
Vinti dalla propaganda.
Vinti da uno Stato che non difende più chi lavora, ma solo chi sfrutta.
In un’Italia devastata:
I salari sono tra i più bassi d’Europa.
La disoccupazione giovanile è una condanna.
La fuga all’estero è diventata speranza.
La precarietà è legge.
Il lavoro stabile è leggenda.
I poveri crescono ogni giorno, e non fanno rumore.
Il popolo è stanco, ma tace.
Il governo lo vuole così: confuso, diviso, domato.
E allora oggi non cantiamo, non balliamo, non fingiamo.
Oggi ricordiamo chi non ce l’ha fatta.
Chi ha perso il lavoro, la casa, la speranza.
Oggi ricordiamo che la libertà nasce anche dal lavoro.
Ma oggi il lavoro è una prigione.
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