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Il Giovane Ricco e i Politici del Denaro: Quando il Potere Rifiuta il Bene per Amore della Ricchezza
Un giovane si avvicina a Gesù e chiede: “Maestro, che cosa devo fare per avere la vita eterna?” Gesù gli risponde: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli. Poi vieni e seguimi.” Ma il giovane, udite quelle parole, se ne andò triste: possedeva infatti molte ricchezze.
Questa scena si ripete ogni giorno, sotto i nostri occhi, nei palazzi del potere. I nostri politici si dicono cristiani, ma non rinuncerebbero mai al loro stipendio d’oro, ai privilegi, al potere. Si allontanano dalle richieste del popolo esattamente come quel giovane: non sono disposti a dare nulla, nemmeno un frammento di giustizia, se questo comporta rinunciare a un briciolo di ricchezza o di influenza.
Viviamo in un Paese dove:
- I poveri vengono colpevolizzati.
- I disoccupati vengono disprezzati.
- I migranti vengono respinti.
- I disabili vengono dimenticati. E tutto questo accade mentre una classe politica accumula, protegge sé stessa, crea leggi per conservare i propri privilegi.
Ma Gesù è stato chiaro:
"È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno dei cieli."
Un governo che idolatra il denaro, che rifiuta il sacrificio, che preferisce l’apparenza alla verità, non è cristiano. È idolatra. È nemico del Vangelo.
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