Schiavi del Sistema e Felici di Esserlo
Vivono in gabbie dorate, convinti di essere liberi. Si alzano ogni mattina per lavorare otto, dieci, dodici ore al giorno in cambio di briciole, senza mai mettere in discussione nulla.
Accettano la precarietà come fosse una benedizione, ringraziano per un contratto a tempo determinato, obbediscono senza fiatare a padroni invisibili che li spremono come limoni.
Sono schiavi moderni, ammaestrati a sorridere, a consumare, a obbedire. Hanno paura della libertà, perché la libertà richiede coraggio, mentre loro hanno scelto la comodità dell’obbedienza.
E mentre i padroni festeggiano, accumulando ricchezze con guerre, inganni e speculazioni, loro applaudono, felici di essere complici del proprio sfruttamento.
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