Censura digitale: quando l’arte fa più paura dell’odio

Mi hanno nuovamente sospeso l'account Facebook perché ho pubblicato "troppi" post, condivisi nei gruppi a cui sono iscritto. Lavorare con passione, creare contenuti e diffonderli... oggi è un crimine. Mai vista una piattaforma più scandalosa e repressiva di questa. Account che diffondono volgarità, nudità e persino contenuti nazisti restano attivi senza problemi. Io invece, che condivido critica politica, sociale e musica in forma artistica e digitale, vengo sospeso e risospeso. Questa è censura. Gravissima. E non dovrebbe essere tollerata.

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