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Quando Report fa paura al sistema
Ogni volta che Report realizza un’inchiesta e porta alla luce sprechi da milioni o miliardi di euro, opere inutili dai costi gonfiati, pericolosissime, prive di progetti esecutivi e spesso costruite in aree soggette a dissesto idrogeologico e frane — opere che mettono a rischio non solo la natura ma anche la vita di centinaia o migliaia di persone — accade sempre la stessa cosa: il sistema entra nel panico.
Quando Report smaschera queste truffe legalizzate dall’alto, rapine di denaro pubblico compiute ormai alla luce del sole mentre i media di regime ripetono quattro bugie preconfezionate, i fondi vengono congelati, il “magna magna” si inceppa e gli artefici di questi affari perdono enormi guadagni.
I protagonisti di queste inchieste sono spesso responsabili di sprechi enormi, operazioni che sembrano vere e proprie truffe strutturate ai danni dei cittadini: progetti senza approvazioni tecniche, con carte che appaiono come magia dall’alto, lavori che spesso non rispettano le norme internazionali, affidati a aziende minuscole, senza esperienza, nate dal nulla e talvolta perfino riconducibili a persone con precedenti problemi con la giustizia. Quando Report espone tutto questo, limita almeno in parte il danno alla collettività, svolgendo un vero servizio pubblico.
È proprio per questo che i grandi truffatori, i poteri forti, i collusi, i soggetti coinvolti in queste operazioni odiano profondamente Report: perché rappresenta una delle ultime realtà che ancora resiste, che ancora illumina ciò che molti vorrebbero tenere nell’ombra, in un sistema ormai quasi completamente corrotto a tutti i livelli. Difendiamo finché è possibile questo straordinario team di professionisti.
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