- Ottieni link
- X
- Altre app
Una porta aperta sulla giustizia: sicurezza violata, Stato compromesso, democrazia a rischio
Un software perfettamente legale, ma che la stessa azienda produttrice avverte di prestare estrema attenzione nel suo utilizzo, perché in particolari situazioni – soprattutto nella gestione di atti segreti – può mettere gravemente a rischio la sicurezza delle pratiche, lasciando una porta perennemente aperta nei sistemi.
Un software che nessuno sano di mente si sognerebbe mai di utilizzare nelle reti riservate della Pubblica Amministrazione, della magistratura, di chi conduce indagini e scrive sentenze. Eppure viene imposto.
Tutto questo avviene in un Paese come il nostro: uno dei più corrotti al mondo, con almeno cinque grandi mafie italiane (’Ndrangheta, Cosa Nostra, Camorra, Sacra Corona Unita, Società Foggiana) e altrettante grandi mafie straniere (mafia albanese, mafia cinese, mafia nigeriana, mafie est-europee).
un sistema di appalti truccati, tangenti, mazzette, spionaggio industriale, corruzione a ogni livello. Un Paese dove indagini e arresti di banchieri criminali, politici corrotti, funzionari infedeli avvengono praticamente ogni giorno.
Un Paese che crolla: non c’è più lavoro, le aziende fuggono all’estero o usano subappalti fraudolenti, offrendo occupazione sotto ricatto, precaria, a nero, senza diritti né dignità. Un Paese dove si lavora 24 ore su 24, dormendo nei capannoni.
In questo contesto devastato, un potere sempre più autoritaro, ideologizzato, incompetente brucia miliardi di euro in opere inutili mentre metà del Paese cade sotto le macerie. Regala miliardi a grandi industriali pieni di indagini, a personaggi con armadi colmi di scheletri, finanziando propaganda e fuffa mentre si assumono amici e parenti e si dilapida il bene pubblico.
Nel frattempo:
- si eliminano reati come l’abuso d’ufficio
- si limitano le intercettazioni
- si depotenziano le forze dell’ordine
- si ostacola l’azione di giudici e magistrati
- In un sistema dove vince solo il più forte e il più furbo, chiunque abbia soldi comanda, indipendentemente dal fatto che siano puliti o sporchi, ottenuti con sfruttamento, minacce o sangue.
E in questo bordello istituzionale senza regole, si lascia deliberatamente una porta aperta sui computer della Pubblica Amministrazione, dei giudici, dei magistrati.
Report e test tecnici, condotti negli anni anche da magistrati, hanno dimostrato che chiunque avesse accesso alla rete poteva sfruttare il software per attivare il controllo remoto, tramite un servizio agente già installato. Da quel momento era possibile spiare, cancellare, modificare atti, indagini, documenti riservati, magari rivendendo informazioni al miglior offerente, facendo sparire prove, manipolando fascicoli e favorendo i criminali.
La domanda è inevitabile: quante indagini sono state compromesse negli anni? Quanti documenti sono spariti? Quante verità sono state sepolte?
E soprattutto: perché, dopo l’emersione di una simile porcheria, si continua a imporre l’uso di uno strumento così incompatibile con la funzione stessa della giustizia?
Nessuno, se non i funzionari autorizzati, dovrebbe poter accedere ad atti segreti d’indagine. Questo software viola completamente questo principio giuridico, rendendo impossibile il lavoro della magistratura e ponendola sotto controllo costante del potere politico ed economico corrotto.
Con la separazione delle carriere, inoltre, sarà ancora più semplice indirizzare le indagini contro i piccoli e gli scomodi, lasciando fuori dall’attenzione giudiziaria i grandi criminali, che continueranno a saccheggiare miliardi di euro pubblici, comprandosi favori e appalti in totale impunità.
Siamo oltre ogni limite. Questo è un Paese in collasso democratico, privo di legalità, guidato da bugiardi e impostori, spesso indagati o condannati, il cui unico obiettivo è arraffare il più possibile prima del prossimo grande crollo, come nel 2008.
E sappiamo cosa produce tutto questo: disperazione, sofferenza, tragedie umane.
Oggi stiamo superando persino quel livello di corruzione e degrado, avviandoci verso la distruzione totale dello Stato. La bolla sta per scoppiare, le truffe sono coperte da mass media venduti ai grandi poteri economici e autoritari.
È un Paese terminale. E la responsabilità è anche di una popolazione resa analfabeta, manipolabile, complice, che continua a sostenere e proteggere una classe dirigente corrotta, autoritaria e pericolosa.
- Ottieni link
- X
- Altre app
Commenti
Posta un commento