PONTE SULLO STRETTO: 13,5 MILIARDI. E SE QUEI SOLDI LI USASSIMO PER FAMIGLIE E PICCOLE IMPRESE?
13,5 MILIARDI DI EURO DI SOLDI PUBBLICI.
Questa è la cifra oggi prevista per il Ponte sullo Stretto di Messina.
E prima di fare qualsiasi ragionamento voglio essere preciso.
Il progetto definitivo è stato approvato dal CIPESS nell'agosto 2025.
Successivamente, nell'ottobre 2025, la Corte dei conti ha ricusato il visto su una delibera relativa all'opera. Nel 2026 il Governo è intervenuto con nuove disposizioni e il 15 maggio 2026 la Corte dei conti ha registrato l'Accordo di programma.
Quindi non è corretto dire oggi che "il Ponte è stato bocciato dalla Corte dei conti".
Ma rimane perfettamente legittimo discutere se sia questa la migliore destinazione possibile di 13,532 MILIARDI DI EURO DI RISORSE PUBBLICHE.
E allora facciamo il solito conto.
13,532 MILIARDI DI EURO.
Se invece di destinarli interamente a questa grande opera li utilizzassimo per aiutare famiglie senza reddito, con un sostegno di:
500 EURO AL MESE
per un anno servirebbero:
500 × 12 = 6.000 EURO
13.532.000.000 ÷ 6.000 =
2.255.333 FAMIGLIE
Oltre 2,2 MILIONI DI FAMIGLIE potrebbero ricevere 500 euro al mese per un anno.
Ma possiamo fare anche un altro ragionamento.
Immaginiamo di destinare quei 13,532 miliardi non a un'unica gigantesca opera, ma a piccole imprese del territorio, attraverso micro-appalti, lavori di manutenzione, riqualificazione, messa in sicurezza di strade, scuole, edifici pubblici, acquedotti, dissesto idrogeologico, infrastrutture locali e interventi nei comuni.
Facciamo un'ipotesi semplicissima:
15.000 EURO DI CONTRIBUTO PER OGNI PICCOLA IMPRESA.
13.532.000.000 ÷ 15.000 =
902.133 IMPRESE
Quasi 900 MILA PICCOLE IMPRESE potrebbero teoricamente ricevere un contributo da 15.000 euro.
E qui bisogna essere seri.
Non significa che automaticamente avremmo 900 mila nuove assunzioni.
15.000 euro non garantiscono matematicamente un posto di lavoro.
Ma immaginiamo uno scenario nel quale questi contributi fossero legati a lavori reali e a nuova occupazione.
Se mediamente ogni intervento consentisse di sostenere un posto di lavoro, avremmo un potenziale di circa:
900 MILA POSTI DI LAVORO
Se invece ogni intervento sostenesse mediamente due lavoratori, il numero teorico salirebbe a oltre:
1,8 MILIONI DI LAVORATORI
Sono scenari, non promesse.
Ma servono a capire la scala delle risorse in gioco.
E soprattutto cambierebbe completamente il modo in cui quei soldi entrerebbero nell'economia.
Invece di concentrare miliardi in una sola gigantesca infrastruttura, potremmo distribuirli tra:
artigiani, imprese edili, elettricisti, idraulici, falegnami, aziende agricole, imprese tecnologiche, manutentori, professionisti, trasportatori e migliaia di piccole aziende locali.
Soldi che verrebbero spesi nei territori.
Soldi che diventerebbero stipendi.
Stipendi che diventerebbero consumi.
Consumi che diventerebbero fatturato per altre imprese.
E una parte di quel denaro tornerebbe allo Stato attraverso IVA, imposte e contributi.
E SOPRATTUTTO: IL SUD.
La domanda è ancora più importante se pensiamo alle aree del Mezzogiorno dove il lavoro manca maggiormente.
Perché invece di aspettare decenni per vedere se una gigantesca infrastruttura produrrà gli effetti economici promessi, perché non utilizzare una parte delle stesse risorse per creare migliaia e migliaia di piccoli cantieri immediatamente distribuiti sul territorio?
Sistemare una strada.
Ristrutturare una scuola.
Mettere in sicurezza un edificio.
Sistemare una rete idrica.
Riqualificare un quartiere.
Recuperare un edificio abbandonato.
Sistemare una costa.
Intervenire contro il dissesto idrogeologico.
Creare infrastrutture digitali.
Fare manutenzione ordinaria e straordinaria.
Sono lavori che servono oggi, non tra dieci anni.
E possono essere affidati a imprese locali.
LA DOMANDA NON È "PONTE SÌ O PONTE NO".
La vera domanda è:
QUAL È IL MODO PIÙ EFFICIENTE DI UTILIZZARE 13,5 MILIARDI DI EURO PUBBLICI?
Concentrarli in una sola opera gigantesca?
Oppure distribuirne una parte direttamente nell'economia reale, aiutando milioni di cittadini e centinaia di migliaia di piccole imprese?
Perché con 13,532 miliardi potremmo teoricamente:
2,25 MILIONI DI FAMIGLIE × 500 EURO AL MESE PER UN ANNO
oppure
902 MILA IMPRESE × 15.000 EURO
E se quei finanziamenti fossero vincolati alla realizzazione di lavori e nuova occupazione, una parte enorme di quei soldi potrebbe trasformarsi in lavoro vero.
Non sto dicendo che il Ponte non porterà benefici.
Chi lo sostiene ha una tesi: infrastruttura strategica, collegamento stabile, sviluppo del Mezzogiorno, occupazione e crescita.
Ma proprio perché stiamo parlando di 13,5 MILIARDI DI SOLDI PUBBLICI, abbiamo il diritto di confrontare questa scelta con tutte le alternative possibili.
Perché magari il vero investimento per il Sud non è una sola grande opera.
Magari sono 100.000 piccoli lavori.
100.000 imprese che lavorano.
Milioni di persone che ricevono uno stipendio.
Famiglie che tornano a spendere.
Commercianti che vendono.
Artigiani che assumono.
Comuni che migliorano.
Territori che si riqualificano.
E un'economia che riparte dal basso.
13,5 MILIARDI NON SONO SOLO UN NUMERO SU UN BILANCIO.
Sono una scelta.
E quando si tratta di soldi dei cittadini, secondo me dobbiamo sempre chiederci:
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