Le Olimpiadi della Vergogna: miliardi buttati mentre un Paese affonda

Non si tratta più di un evento sportivo. Qui di sport non c’è assolutamente più niente.

Parliamo di circa 5 miliardi di euro per un evento – le Olimpiadi – che inizialmente doveva costare zero. Miliardi di euro dei cittadini italiani che, invece di essere utilizzati per strade, ponti, scuole, sanità, o per aiutare le migliaia di persone che soffrono, sono stati dilapidati in appalti e subappalti, con imprenditori arrestati o sotto inchiesta.

Un evento pensato solo per i ricchi, con prezzi folli: biglietti e trasporti che arrivano fino a 10 euro per un autobus. Davvero era necessario gettare via miliardi di euro di tasse e aumentare così tanto il costo dei servizi essenziali per un evento che ormai non ha più nulla di sano e pulito, ma è macchiato dalla sofferenza di milioni di persone?

Come si può sperperare denaro pubblico costruendo su frane, regalando soldi a “prenditori” che quadruplicano i costi, per poi appropriarsi privatamente di strutture realizzate con fondi pubblici, lucrando per anni?

Come possiamo accettare un crimine del genere senza reagire, mentre al Sud intere regioni sprofondano, popolazioni intere restano senza casa, senza acqua, senza lavoro?

Questo non è sport. È business sulla pelle dei più deboli. È una spartizione del bottino tra amici, potenti e affaristi.

Queste Olimpiadi sono una vergogna. Sono la rappresentazione del potere che schiaccia, dell’ostentazione dell’essere contro la dignità dell’esistere. Una facciata scintillante, ma sporca di dolore.

Corruzione, spreco, disuguaglianza. Una vetrina per un sistema spietato, senza pietà per il bene comune.

Boicottiamo le Olimpiadi della Vergogna. Un evento che rappresenta la vittoria dei ricchi, spesso razzisti, che possono permettersi piste chilometriche dal costo milionario, mentre la gente comune muore senza lavoro, senza casa, senza futuro.

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