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  I giudici applicano le leggi. Il fallimento è politico, non giudiziario. Vi lamentate perché i giudici hanno rilasciato alcuni soggetti arrestati durante gli scontri di Torino. Ma i giudici applicano le leggi, non le scrivono. Se le leggi sono scritte male, di chi è la responsabilità? Di chi governa da anni, non certo della magistratura. Che colpa ne hanno i giudici se, una volta arrestati dei delinquenti, sono costretti a rimetterli in libertà il giorno dopo perché le norme lo impongono? Che colpa ne hanno se chi è alla guida del Paese non è stato capace di scrivere nemmeno una legge chiara, efficace e immediata contro la criminalità violenta? In anni di propaganda non siete riusciti a: risolvere un solo problema reale delle persone scrivere una norma fatta bene garantire sicurezza vera sul territorio Avete invece: eliminato reati come l’abuso d’ufficio avvisato i delinquenti prima di perquisizioni e arresti limitato le intercettazioni lasciato migliaia di agenti scoperti sul te...

 

La giustizia come capro espiatorio: la propaganda che strumentalizza il caos

Il potere fascista sta usando la leva degli scontri di Torino per convincere le parti più ingenue della popolazione che, se certi fatti sono accaduti e i responsabili non sono stati presi o hanno ricevuto provvedimenti ritenuti “leggeri”, la colpa sarebbe dei giudici. E che votando Sì al referendum tutto magicamente si risolverebbe 🤣.

Credo che una narrazione così agghiacciante e falsa possa essere promulgata solo da persone senza scrupoli: bugiardi patologici, iene che strumentalizzano tragedie reali per manipolare un’opinione pubblica spesso disinformata, che accetta tutto senza verificare le fonti né analizzare chi afferma certe cose. Parliamo di soggetti spesso pieni di indagini, condanne o reati finiti in prescrizione. Un vero letamaio di criminali, nella posizione perfetta per riscrivere le regole e punire chi svolge il proprio dovere.

Ma cosa c’entra il referendum sulla giustizia con la decisione di un giudice su un singolo provvedimento? Ma siete fuori?

La separazione delle carriere non aiuterà la popolazione né renderà la giustizia più veloce. Per quello servono fondi, assunzioni e ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche. La separazione delle carriere servirà invece solo ai poteri politici per pilotare le indagini, spostando l’attenzione sui piccoli e distogliendola dai grandi, che così potranno fare ciò che vogliono indisturbati.

Che senso ha questo provvedimento assurdo e totalmente inappropriato in un periodo in cui il Paese sta crollando tra disoccupazione, chiusure aziendali e dissesto idrogeologico? È una misura inutile e dannosa per noi comuni mortali: crea ulteriore entropia, divide le forze che dovrebbero difendere lo Stato di diritto e rischia di costruire uno stato di polizia, con magistrati “supervisionati” dall’alto.

Cosa c’entra tutto questo con le decisioni dei giudici di questi giorni? State forse dicendo che, se passasse il Sì, la politica potrebbe imporre le sentenze ai giudici?

Perché allora non avremmo più una giustizia imparziale. Verrebbe meno la laicità della macchina giuridica, rendendola manovrabile dalla politica. È questo che state cercando di affermare?

Sareste davvero in grado di intervenire perfino sul singolo provvedimento giudiziario? Come, esattamente? Minacciando la carriera dei magistrati? Condizionandone avanzamenti e incarichi?

Spero sinceramente che ciò che i fascisti stanno dicendo in questi giorni sia frutto solo della loro ignoranza. Perché l’alternativa sarebbe dover ammettere l’esistenza di un potere criminale che tenta deliberatamente di uccidere l’imparzialità della giustizia per poter rubare e governare senza controllo.

La loro propaganda è uno schifo vigliacco. E non possiamo più permetterci di sopportarla.

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