L’Alta Nobiltà delle Olimpiadi: ride dello sfruttamento e ringrazia
La gente è senza una casa, senza un lavoro, senza un futuro. A migliaia, ogni anno, lasciano il paese per non fare più ritorno. Tantissime sono le aziende che delocalizzano all’estero o che sfruttano finte società in subappalto per produrre i propri marchi attraverso forme di vera e propria schiavitù: stranieri senza diritti, usati come bestiame, costretti a dormire tutti insieme in capannoni fatiscenti per produrre capi dal valore milionario, trattati come animali, con contratti finti e pagati niente.
Persone che, attraverso questo sfruttamento sistematico, da anni sottraggono produzione industriale all’Italia e causano il licenziamento e la chiusura di migliaia di realtà che non vogliono sottostare al sistema criminale dei subappalti. È un disastro totale fatto di truffe, tasse evase da grandi multinazionali, chiusure, delocalizzazioni, minacce e precarietà. Ore e ore di lavoro sotto continuo monitoraggio, imposte da aziende spietate che usano le persone come oggetti da produzione, senza diritti, senza tutele, senza dignità.
È così che nel nostro paese, con un PIL a zero tenuto in piedi solo grazie ai fondi del PNRR — un PIL che altrimenti sarebbe negativo e chiaro indice di recessione — vanno le cose: un paese guidato da poteri corrotti, costantemente sotto indagine, tra arresti, condanne e truffe reiterate ai danni dell’erario, con sprechi miliardari di risorse pubbliche per opere inutili e puramente propagandistiche.
Siamo di fronte al peggiore disastro della storia recente, contenuto in questi anni soltanto grazie alle politiche valide e oneste dei governi Conte, che hanno letteralmente salvato la vita a milioni di persone, altrimenti spacciate sotto il dominio spietato di classi dirigenti neofasciste. Classi dirigenti che passano il tempo a fare gli influencer sui social, imbrogliando gli elettori per poi spartirsi appalti e affari milionari e mettere in piedi porcate truffaldine come il Ponte sullo Stretto di Messina.
Un’opera la cui ultima gara d’appalto risale a circa quindici anni fa. Un’opera priva di una valutazione scientifica seria sulla fattibilità, senza una reale analisi dei danni ambientali alla luce delle moderne rilevazioni, senza una valutazione aggiornata dei costi effettivi qualora si rifacesse oggi una gara d’appalto con i prezzi attuali. Un’opera che, secondo molti analisti del settore, potrebbe arrivare a costare fino a 30 miliardi di euro e richiedere tempi di realizzazione indefiniti, ammesso che venga mai completata.
Un progetto che dovrebbe considerare materiali, macchinari costruiti ad hoc, lavoratori regolari, tempi di costruzione realistici e una burocrazia che inevitabilmente entrerebbe in conflitto con i poteri forti, perché esistono persone che verrebbero sfrattate dalle loro case e che farebbero causa chiedendo giustizia. Un inganno colossale che distruggerebbe gran parte delle due regioni senza mai vedere una reale conclusione: un mostro ideologico e malvagio che drenerebbe anche quella poca acqua necessaria ai cittadini, aggravando ulteriormente le condizioni di vita, mentre tutto intorno il paese crolla tra frane e inondazioni in una delle aree più sismiche e pericolose del pianeta.
È così che, in una vera apocalisse di sofferenza, tra catastrofi ambientali e persone che piangono per aver perso tutto, i burocrati buffoni, seduti sulle loro poltrone dorate, ridono e si spartiscono i beni della collettività attraverso incarichi fasulli e progetti truffa. Intanto aumentano sempre di più le tasse ai più deboli e le riducono ai poteri forti, che in cambio li sostengono e li proteggono in questa enorme macchina della menzogna costruita per distruggere la giustizia e permettere alla casta criminale di rubare indisturbata.
È un paese messo veramente in ginocchio. In mezzo a tutta questa sofferenza emerge una classe dirigente completamente spietata e bugiarda, priva di qualsiasi umanità, che insulta i più deboli definendoli “sfaticati del reddito”, toglie loro risorse, servizi essenziali e cure, mentre sposta miliardi di euro verso la sanità privata e le assicurazioni per arricchire amici e alleati potenti.
Si buttano miliardi e miliardi di euro in un’Olimpiade che doveva costare zero e che invece verrà pagata dai cittadini italiani attraverso le tasse. Un’Olimpiade pensata per i ricchi del Nord, dove i servizi pubblici arrivano a costare anche dieci euro a corsa e dove prenotare un albergo è impossibile, perché i prezzi di migliaia di euro a settimana consentono l’accesso solo ai ricconi dell’alta società. Gli stessi che, mentre il resto del paese crolla tra macerie e disperazione, si divertono sulla neve sfruttando infrastrutture pagate con le tasse di chi piange ogni giorno perché non vede una via d’uscita.
Viviamo in un mondo disastrato, dominato da assassini spietati, sfruttatori e manager senza scrupoli che meriterebbero il peggior girone dell’inferno per la sofferenza che infliggono con la loro violenza e arroganza. Manipolatori fascisti e truffatori che rubano denaro pubblico senza nemmeno più nascondersi, spalleggiati da un potere corrotto e criminale che si riscrive le regole per non finire mai in galera.
In mezzo a questo schifo di sprechi miliardari — quasi sette miliardi di euro per l’Olimpiade Milano-Cortina — si consuma l’ennesimo regalo dei poveri all’alta nobiltà. Una nobiltà che se ne frega di chi non dorme la notte perché non sa come arrivare a fine mese. Una nobiltà di affaristi spietati, fascisti e razzisti, che odia i più fragili e condanna chi è caduto in disgrazia, proprio come facevano i nazisti di un tempo.
Chi è minoranza diventa un problema da nascondere e poi soffocare, perché le minoranze — quelle economiche — non producono ricchezza. E per questi mostri senz’anima, chi non produce ricchezza non merita né felicità né futuro.
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