L’assalto neofascista alla democrazia: scuola, informazione e giustizia sotto attacco
Quello a cui stiamo assistendo non è un insieme di episodi isolati, ma un attacco sistematico alla democrazia. I nazisti e i neofascisti stanno colpendo su tutti i fronti: giornalisti, magistrati, giudici, poveri, persone considerate “diverse” o di etnia non occidentale. L’obiettivo è costruire un sistema criminale in cui vincono sempre e solo i potenti, un sistema che protegge gli amici della casta neonazista e punisce chi osa dissentire.
Si tratta di un meccanismo ben rodato: plagiare milioni di persone attraverso mezzi di informazione piegati al regime, impegnati giorno e notte a screditare la parte sana della politica e della società. Si creano emergenze artificiali e non prioritarie, utili solo a giustificare decreti e leggi repressive, mentre i veri problemi vengono ignorati.
L’attacco è arrivato al cuore stesso dell’identità nazionale. Nelle scuole e nelle librerie si sta rendendo sempre più accettabile parlare con indulgenza del ventennio fascista. Si tollerano ambienti e gruppi che addestrano squadroni razzisti e ideologizzati, si tenta di riscrivere la storia, si schedano insegnanti colpevoli di avere un pensiero sociale, critico, non allineato all’estrema destra.
Non si sta solo bloccando il presente e ostacolando l’azione della giustizia e della stampa. Si sta lavorando per creare una nuova generazione di giovani neofascisti, cresciuti dentro ideologie arcaiche, violente, disumane. Una generazione educata a dominare, sottomettere, sfruttare, incapace di accettare il confronto e il dissenso. La storia ci insegna dove tutto questo porta: violenza, sterminio, distruzione.
Il progetto è chiaro: un futuro in cui i figli dei ricchi schiavizzeranno poveri e persone considerate inferiori, in cui i lavoratori saranno picchiati e sfruttati senza diritti, mentre le istituzioni useranno il proprio megafono per raccontare finte vittorie e successi immaginari, alimentando la propaganda e legittimando l’eliminazione di chi non ha voce.
La riscrittura della scuola, attraverso libri di testo e programmi che strizzano l’occhio alle vecchie ideologie fasciste, è uno degli aspetti più vergognosi di questo processo. Si torna ai tempi bui del regime, si guarda con sospetto a figure come Giacomo Matteotti e Antonio Gramsci, mentre si promuovono narrazioni neoliberiste e autoritarie, fondate sullo sfruttamento del più debole per il profitto di pochi.
Attraverso il facile plagio di ragazzi giovanissimi, esposti a verità false ma confezionate con abilità, si stanno gettando le basi per un pensiero neofascista normalizzato. Giovani privati di umanità e gentilezza, educati a pretendere e conquistare, a usare le debolezze altrui come scala per la carriera, a discapito della salute collettiva e della democrazia.
Tutto questo avviene mentre si tenta di mettere mano alla Costituzione, rendendo il potere sempre più forte, intoccabile, immune da inchieste giornalistiche e indagini della magistratura. È la rifondazione dello Stato così come lo conosciamo: lo smantellamento progressivo della Repubblica antifascista e la nascita di un sistema autoritario, basato su schedature, controllo di massa, repressione e manipolazione.
Un regime che attacca l’istruzione è un regime che prepara il proprio futuro autoritario. Rifiuta il dialogo con la stampa, svuota il Parlamento, legifera senza dibattito, tratta la Costituzione come carta straccia e chi dovrebbe difenderla come un ostacolo da eliminare.
Questa trasformazione non salverà nessuno. Il nazifascismo e tutti gli autoritarismi, nella storia, hanno sempre portato solo distruzione e milioni di vittime innocenti. La strada è tristemente familiare: è la stessa che abbiamo già percorso ottant’anni fa.
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