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  Il gruppo dei banditi non si arrende Il gruppo dei banditi non si arrende! Non è solo a livello nazionale, ma anche a livello regionale, provinciale, comunale. Sono tutti, o quasi, indagati, condannati, collusi con la malavita e ricolmi di crimini di ogni tipo. Se li contassero, avremmo centinaia, forse migliaia di questi truffatori sotto indagine per porcate vergognose, riciclaggio di soldi sporchi, società con mafiosi. Addirittura hanno trovato sindaci con i soldi del PNRR dentro casa. Sono la peggiore feccia criminale del pianeta e non schiodano: sono lì e hanno la faccia tosta di restare, facendo passare la falsa idea che sia tutto normale, dopo aver bruciato miliardi di euro in progetti truffa per i quali sono sotto inchiesta. Sono testardi, vogliono continuare come se nulla fosse accaduto, continuando a raccontare balle su balle senza dimettersi. Quelle poltrone sono sporche di corruzione e falsità: nessuna parola proferita da questi viscidi serpenti ha valore, nessuna di q...

 

L’assalto neofascista alla democrazia: scuola, informazione e giustizia sotto attacco

Quello a cui stiamo assistendo non è un insieme di episodi isolati, ma un attacco sistematico alla democrazia. I nazisti e i neofascisti stanno colpendo su tutti i fronti: giornalisti, magistrati, giudici, poveri, persone considerate “diverse” o di etnia non occidentale. L’obiettivo è costruire un sistema criminale in cui vincono sempre e solo i potenti, un sistema che protegge gli amici della casta neonazista e punisce chi osa dissentire.

Si tratta di un meccanismo ben rodato: plagiare milioni di persone attraverso mezzi di informazione piegati al regime, impegnati giorno e notte a screditare la parte sana della politica e della società. Si creano emergenze artificiali e non prioritarie, utili solo a giustificare decreti e leggi repressive, mentre i veri problemi vengono ignorati.

L’attacco è arrivato al cuore stesso dell’identità nazionale. Nelle scuole e nelle librerie si sta rendendo sempre più accettabile parlare con indulgenza del ventennio fascista. Si tollerano ambienti e gruppi che addestrano squadroni razzisti e ideologizzati, si tenta di riscrivere la storia, si schedano insegnanti colpevoli di avere un pensiero sociale, critico, non allineato all’estrema destra.

Non si sta solo bloccando il presente e ostacolando l’azione della giustizia e della stampa. Si sta lavorando per creare una nuova generazione di giovani neofascisti, cresciuti dentro ideologie arcaiche, violente, disumane. Una generazione educata a dominare, sottomettere, sfruttare, incapace di accettare il confronto e il dissenso. La storia ci insegna dove tutto questo porta: violenza, sterminio, distruzione.

Il progetto è chiaro: un futuro in cui i figli dei ricchi schiavizzeranno poveri e persone considerate inferiori, in cui i lavoratori saranno picchiati e sfruttati senza diritti, mentre le istituzioni useranno il proprio megafono per raccontare finte vittorie e successi immaginari, alimentando la propaganda e legittimando l’eliminazione di chi non ha voce.

La riscrittura della scuola, attraverso libri di testo e programmi che strizzano l’occhio alle vecchie ideologie fasciste, è uno degli aspetti più vergognosi di questo processo. Si torna ai tempi bui del regime, si guarda con sospetto a figure come Giacomo Matteotti e Antonio Gramsci, mentre si promuovono narrazioni neoliberiste e autoritarie, fondate sullo sfruttamento del più debole per il profitto di pochi.

Attraverso il facile plagio di ragazzi giovanissimi, esposti a verità false ma confezionate con abilità, si stanno gettando le basi per un pensiero neofascista normalizzato. Giovani privati di umanità e gentilezza, educati a pretendere e conquistare, a usare le debolezze altrui come scala per la carriera, a discapito della salute collettiva e della democrazia.

Tutto questo avviene mentre si tenta di mettere mano alla Costituzione, rendendo il potere sempre più forte, intoccabile, immune da inchieste giornalistiche e indagini della magistratura. È la rifondazione dello Stato così come lo conosciamo: lo smantellamento progressivo della Repubblica antifascista e la nascita di un sistema autoritario, basato su schedature, controllo di massa, repressione e manipolazione.

Un regime che attacca l’istruzione è un regime che prepara il proprio futuro autoritario. Rifiuta il dialogo con la stampa, svuota il Parlamento, legifera senza dibattito, tratta la Costituzione come carta straccia e chi dovrebbe difenderla come un ostacolo da eliminare.

Questa trasformazione non salverà nessuno. Il nazifascismo e tutti gli autoritarismi, nella storia, hanno sempre portato solo distruzione e milioni di vittime innocenti. La strada è tristemente familiare: è la stessa che abbiamo già percorso ottant’anni fa.

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