Il valore umano secondo il nuovo neofascismo
Recentemente, esponenti spietati del neofascismo di questo Paese – personaggi inquietanti e inqualificabili, privi di anima, che purtroppo guidano intere comunità – hanno dichiarato che un gemellaggio con i palestinesi poveri di Gaza sarebbe uno spreco. «Perché gemellarsi con persone povere, che non possono offrire nulla, invece di stringere rapporti con popoli benestanti e altolocati, capaci di portare ricchezza?»
Questa è la visione distorta di un mondo criminale e neonazista che non si nasconde più. Non ha più paura di mostrarsi alle masse per ciò che è realmente, perché sente – e lo dimostra – che quelle masse condividono in gran parte questo pensiero, sostenendolo apertamente sul piano economico e politico.
È l’era in cui il valore delle persone viene misurato dai loro possedimenti. Essere amici dei poveri non ha più senso. Aiutare chi non può offrire nulla in cambio diventa inutile. Perché attuare politiche di sostegno per i più bisognosi, se non possono restituire ricchezze e favori?
Meglio allora aumentare la ricchezza di chi è già ricco, migliorare la vita di chi vive nell’agio più totale e nascondere il disagio sociale, facendolo apparire come un sentimento pericoloso per la vita dei “cittadini perbene”. Un sentimento da screditare e reprimere, perché mette in pericolo il grande disegno del controllo totale e della schiavitù controllata delle masse.
Nessun diritto. Nessuna manifestazione. Nessuna lotta per un mondo migliore.
Se soffri e ti lamenti, diventi un nemico dello Stato. Un nemico paragonabile ai terroristi. Un nemico da fermare, manganellare, deportare e, in alcuni casi, sterminare.
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