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Il Paese sull’Orlo del Baratro
Migliaia di aziende chiudono e/o delocalizzano, migliaia di lavoratori vengono licenziati, milioni di persone restano in bilico in attesa di sapere cosa sarà del loro futuro. Milioni di poveri sono già in una condizione di povertà assoluta. Cantieri bloccati per crediti non erogati, fiducia nelle istituzioni pressoché zero. La sanità è al collasso: visite mediche anche urgenti hanno liste di attesa di oltre un anno, mentre si spostano sempre più fondi dalla sanità pubblica verso quella privata.
I servizi essenziali per i cittadini sono quasi inesistenti, le forze dell'ordine sono sotto organico e intere zone del Paese sono in totale abbandono, sotto il completo controllo delle mafie. La microcriminalità è in aumento: scippi, rapine, violenze sessuali. Camminare per le strade è diventato un terno al lotto, soprattutto per gli anziani, che sanno quando escono di casa ma non se e quando faranno ritorno.
La produzione industriale è paralizzata, il PIL è a zero e non siamo in recessione solo grazie ai fondi del PNRR messi a disposizione da Conte: fondi che purtroppo non sono stati utilizzati per incompetenza e mancanza di volontà (dei 210 miliardi disponibili, è stato usato solo il 30%), mentre i governanti lavorano un solo giorno a settimana con super stipendi da 250.000 €. Fondi che sarebbero stati fondamentali per rilanciare il Paese, creare trent’anni di progetti e milioni di assunzioni, ma che, messi nelle mani di incompetenti, sono stati bruciati e sprecati per mancanza di realizzazione, opere inutili e truffe, destinandoli non alla collettività ma a scopi personali.
Sono sbarcati oltre 300.000 migranti, con uno spreco di quasi 1 miliardo di euro per un lager in Albania che, anche se fosse stato legale, avrebbe potuto gestire al massimo 3.000 persone. Un continuo via vai di imbarcazioni, inquinamento e spreco di denaro pubblico che non ha gestito affatto il fenomeno migratorio, che invece avrebbe richiesto l’ampliamento dei centri già presenti in Italia e una politica estera seria per coordinare una distribuzione equa delle persone, come avvenne con il governo Conte 2.
Purtroppo, invece di affrontare i problemi reali, ci si concentra solo sulla guerra, destinando 450 miliardi di euro agli armamenti. Per gestire davvero il fenomeno migratorio ci sarebbe dovuto essere un politico vero, che lavorasse giorno e notte per trovare soluzioni, invece di personaggi che fingono di lavorare mentre cercano solo di appropriarsi di quanti più soldi possibile, inventando scuse e propagando slogan nelle loro TV di regime per ingannare le masse. La situazione è così drammatica che a ogni inchiesta giornalistica emerge un crimine: truffe, appalti pilotati, assunzioni di amici e parenti a spese dei cittadini.
Il Paese è completamente finito, alla canna del gas. Non è più una democrazia, ma una repubblica di criminali che, decreto dopo decreto, legge dopo legge, cercano di smantellare ogni controllo per poter “prendere” senza essere “visti”.
È un Paese che non può garantire un presente a una famiglia né un futuro ai giovani. Migliaia sono già scappati all’estero per non fare più ritorno, perché un Paese che non investe nella produzione industriale e nel lavoro, pieno di corruzione, con sempre meno nascite e un PIL fermo, mentre corrotti pieni di indagini e condanne si spartiscono le tasse dei cittadini con stipendi da 250.000 euro, doppi e tripli incarichi e il 90% di assenze, con assunzioni di amici e parenti incompetenti, non può che preparare la sua fine.
Una fine silenziosa e dolorosa, con ricchi evasori ed egoisti criminali pronti a incolpare i disoccupati di non voler lavorare, trasformandoli in bersagli per coprire i propri crimini e la corruzione dilagante.
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