La Differenza tra Essere Benestante ed Essere Povero
C'è una bella differenza tra essere benestante ed esserlo povero. Il benestante ha quasi sempre una sua casa di proprietà, uno o più stipendi fissi al mese, un tenore di vita medio-alto che, anche se non lo inquadra tra i ricchi, gli permette di avere tutto o quasi tutto quello che una normale società offre. Una vita di lavoro anche duro sicuramente, ma con soddisfazioni, vacanze, sfizi, possibilità di progettare una vecchiaia serena, attività extra-lavorative, un futuro stabile e certo.
Il povero, invece, non ha sicuramente una casa, ha uno stipendio così basso che non riesce talvolta neppure a pagare un affitto. È un grande lavoratore, ma il più delle volte passa per essere un evasore e nullafacente, perché è costretto ad accettare lavori in nero o sottopagati. Una vita intera di insicurezze e instabilità, una vita intera di sacrifici e paure, una vita intera di rinunce e grandi sacrifici, dove ogni giorno potrebbe essere l’ultimo sul lavoro, per iniziare nuovamente tutto da capo in un altro luogo, chissà a quanti km di distanza, con che contratto e con quale stipendio.
Il povero non solo non ha alcuna prospettiva per il futuro, ma non ha neppure nessuna aspettativa per il domani. È stanco, rassegnato a una vita che sembra punirlo e considerarlo una nullità, un sacco della spazzatura da gettare via senza dignità.
Ecco la differenza tra chi è benestante e chi è povero. Una manovra finanziaria che aiuta la categoria benestante e sputa su quella dei poveri non è una manovra finanziaria, ma un atto arrogante di un potere disumano e spietato di matrice neofascista.
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