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L’importanza del Reddito Universale
Immagino che abbiate fatto tutti nella vostra vita dei colloqui per piccole/medie aziende, grandi aziende o multinazionali. Sapete bene come ragionano i selezionatori / imprenditori: loro vogliono Leoni, non Pecore. Se vi mostrate in difficoltà, vestiti in maniera semplice, magari fate capire o addirittura gli dite che avete bisogno di quel lavoro per sopravvivere, state sicuri che il 90% degli HR / manager non vi inseriranno nella loro squadra. Non importa le vostre capacità, quello che potreste fare se vi impegnate, la vostra immagine è di poveri falliti, di pecore, e loro non amano le pecore ma i Leoni, le persone belle cazzute, quelle sicure di sé che non hanno bisogno dell’elemosina, quelle che hanno le spalle forti, quelle pronte a sacrificare anche il tempo per i propri familiari pur di portare avanti la causa dell’azienda, del marchio, del proprio Capo padrone.
È così che se si è poveri, distrutti da una società sempre più spietata, se si è stati fatti fuori dal sistema e si è a terra, privi di lavoro, soldi, umiliati dentro e fuori, è così che si resta soli e abbandonati perché anche se si trova la forza di rimettersi in gioco si deve trovare la forza di mentire e apparire quello che non si è per superare la spietatezza dei selezionatori.
In molte realtà inoltre, essendo tanta la domanda ma poca l’offerta, ti propongono contratti precari e paghe da 700/500 euro al mese con part-time su carta ma full time nel concreto. Più sono tanti i disperati e i poveri senza lavoro e più diventa facile per i Padroni fare le regole, proporre a ragazze giovani di andare “Oltre” per mantenersi il posto di lavoro e avere privilegi, assumere ragazze che non sono fidanzate o sposate e che non hanno il rischio di andare in maternità. Assumere ragazzi e adulti con finti tirocini e contratti di formazione per sostituire i lavoratori che costano tanto, realizzando una plusvalenza nelle spese a discapito dell’efficienza e della qualità dei prodotti/servizi resi che quasi sempre causano un fallimento dei progetti a danno di tutti i lavoratori.
Più sei debole e povero, più hai bisogno, più il sistema ti schiaccia, ti rifiuta, ti chiama fannullone e scansafatiche, ti minaccia perché hai bisogno di loro per sopravvivere, perché sanno che anche se lavori e abbassi sempre la testa la tua vita dipende dal loro benestare. Se un giorno ci saranno tagli dovrai sperare di non essere incluso in essi e per questo ricordare di non aver mai alzato la voce o detto di no al volere dei tuoi capi; se un giorno sarai stanco e nervoso per il tanto lavoro fatto, che però non ti permette neppure uno sfizio ogni tanto, di comprarti una casa, allora dovrai pensare di stare attento alle battute dei tuoi capi sul lavoro, alle loro minacce, alle loro richieste, perché una risposta detta fuori luogo in un momento di cedimento personale potrebbe compromettere tutta la tua vita.
Loro lo sanno che tutta la classe lavoratrice del mondo privato è schiava e dipende da loro, per questo amano i seguaci, quelli fedeli che come cagnolini strisciano ad ogni loro richiesta senza mai dire di no e mai lamentarsi, anche se questo significa annientare il proprio tempo libero. Loro li amano e li premiano perché sanno che un sistema di cagnolini fedeli non si rivolterà mai contro le loro richieste e mai chiederà aumenti o straordinari.
È qui che entra in gioco il Reddito Universale. Immaginate invece la scena di un povero che non ha bisogno necessariamente di lavorare perché ha un reddito che gli permette di pagare l’affitto, il mutuo, di mangiare e pagare le bollette. Immaginate queste persone che vanno a fare dei colloqui sicure di sé, quasi sprezzanti delle richieste schiaccianti del Padrone, e quando loro si rifiutano e vanno via a migliaia, il Padrone capisce che se non farà qualcosa si ritroverà presto con un’azienda senza lavoratori, e per questo al centesimo colloquio di padri di famiglia / ragazzi che si alzano lui li fermerà e inizierà a mercanteggiare. “Aspetta, non te ne andare. E se ti diamo un contratto a tempo indeterminato con 1500 euro + buoni pasto?”.
È così che inizia l’era della giustizia e dei diritti sul lavoro. I datori di lavoro iniziano ad assumere con paghe e contratti dignitosi e vengono premiati dallo Stato con sgravi fiscali e incentivi. Più assumono, meno pagano tasse, arricchendo un registro online digitale degli imprenditori consultabile da tutti che mostra il punteggio raggiunto da ogni imprenditore e ad ogni traguardo il datore di lavoro viene maggiormente premiato, iniziando una competizione tra aziende su chi assume di più e con contratti e paghe migliori.
Intanto nelle piccole località dove c’è povertà i percettori del Reddito Universale spendono migliaia di euro al mese, i piccoli negozi tornano ad avere entrate enormi e costanti e iniziano a progettare il loro futuro espandendosi e assumendo altro personale.
I percettori iniziano a fare anche lavoretti che possono integrare il loro Reddito Universale: poche centinaia di euro, sommate al Reddito Universale dello Stato, gli permettono di fare abbonamenti TV, di andare in palestra, di andare al ristorante, di progettare un piccolo viaggio, insomma di iniziare a vivere da esseri umani e non da sopravvissuti.
È così che il Reddito Universale, una semplice immissione di denaro nelle tasche delle persone, cambiò il volto del paese e con esso seguirono tutti gli altri, creando PIL a doppia cifra, produzione industriale, speranza e futuro.
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