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La società al contrario: un ritorno ai tempi più bui
I nazifascisti, durante la Seconda guerra mondiale, ritenevano che i malati, i deboli, fossero un peso per la società: non produttivi, quindi meritevoli di sofferenza, emarginazione e fosse comuni.
Quello a cui stiamo assistendo oggi è una nuova, agghiacciante rivisitazione di quei tempi bui, in chiave moderna.
Si tagliano fondi alla Legge 104, si smantella la giustizia, si elimina il reato di abuso d’ufficio. Ai vertici si piazzano persone con competenze discutibili, piene di indagini e condanne. Come nei clan, si prepara strategicamente lo scacchiere per dominare e sopprimere il dissenso.
Si trovano carrellate di miliardi per le armi, per progetti truffaldini come il Ponte sullo Stretto, i centri in Albania, la TAV Torino-Lione e molti altri progetti-farsa. Ci sono soldi per vitalizi, aumenti di stipendi, assunzioni di amici e parenti nei posti parastatali, con tanto di raccomandazioni.
Ma non si trovano fondi per i più bisognosi e per i fragili.
È una società al contrario: quella dei demoni, pieni di indagini e condanne, che fanno le leggi invece di stare dietro le sbarre. È la società degli avvoltoi spietati, che ridono delle tragedie in mare e finanziano genocidi di intere popolazioni.
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