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L’illusione della civiltà: lo sterminio silenzioso dei fragili
Ci raccontano che viviamo in una società evoluta, democratica, civile. Ma sotto la superficie c’è un massacro silenzioso, lento, metodico.
Non servono più i campi di concentramento: oggi basta un taglio al welfare, una legge non approvata, un diritto negato. È così che si eliminano i fragili. Con la burocrazia, con il cinismo, con l’indifferenza.
Persone disabili lasciate senza assistenza. Malati cronici costretti a scegliere se curarsi o mangiare. Anziani abbandonati come zavorra inutile. Questa non è crisi. È una precisa scelta politica.
E mentre i deboli muoiono in silenzio, lo Stato spende miliardi in armi, missioni militari, accordi sporchi con regimi esteri. Si finanziano le banche, si salvano i grandi evasori, si premiano gli amici di partito.
Ogni euro tolto ai servizi sociali è una pallottola sparata contro chi non ha voce. Ogni legge che cancella un diritto è una fossa scavata nel terreno della democrazia.
Ciò che un tempo si faceva con le armi, oggi si fa con i tagli e i decreti. È uno sterminio silenzioso, mascherato da riforma, da efficienza, da “meritocrazia”.
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