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L’Italia degli inutili: chi non produce non merita di vivere
Stanno riscrivendo le regole della società: chi non produce, non serve. Chi non genera profitto, non ha diritto a dignità.
Disabili, malati, anziani, poveri… tutti messi da parte come "scarti umani".
Non è solo indifferenza. È un disegno preciso.
Si tolgono fondi ai servizi essenziali, si chiudono reparti, si riducono le pensioni minime, si blocca il Reddito di cittadinanza, si umilia chi ha già perso tutto.
Nel frattempo, i soliti noti si arricchiscono: manager pubblici con stipendi da capogiro, politici che si votano aumenti e impunità, mafie che entrano nei palazzi del potere dalla porta principale.
Abbiamo ministri che ridono dei morti in mare. Abbiamo leader che parlano di valori cristiani mentre finanziano la guerra.
Abbiamo un governo che protegge corrotti e criminali e punisce i più fragili.
I “figli di nessuno” muoiono in silenzio: suicidi per disperazione, malattie non curate, solitudine che uccide.
Ma nei TG si parla solo di spread, di PIL, di difesa della patria e di grandi opere.
Difesa da chi? Da chi chiede un letto d’ospedale? Da chi spera in un’assistenza per il proprio figlio disabile?
L’unico crimine di queste persone è quello di non essere abbastanza redditizi.
E allora vengono lasciati marcire. O peggio: dimenticati.
Questa non è evoluzione.
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