Lo Stato Contro il Suo Popolo

Non siamo più governati: siamo amministrati come numeri da un sistema che premia l’obbedienza cieca e punisce chi chiede giustizia

Il cittadino onesto paga le tasse, lavora sodo, fa sacrifici. In cambio riceve disservizi, stipendi da fame, ospedali al collasso, scuole fatiscenti. Nel frattempo, chi è al potere si auto-premia: stipendi aumentati, vitalizi garantiti, leggi tagliate su misura per proteggere i propri interessi.

Si costruiscono carceri in Albania mentre le periferie italiane cadono a pezzi. Si sbandiera la sicurezza mentre si seminano paura e divisione. Il Ponte di Messina è solo un monumento all’ego, un buco nero di soldi pubblici, mentre la sanità e i trasporti reali affondano.

Questa non è politica: è occupazione del potere da parte di una casta che ha perso il contatto con la realtà.

E noi, popolo stanco ma ancora vivo, dobbiamo scegliere: restare in silenzio o alzare la voce.



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