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Non è astensione, è obbedienza. Rompi il silenzio, vota SÌ!
Ci stanno dicendo di non votare. Ci stanno dicendo che la nostra opinione non conta. Ma non è disinteresse: è strategia.
Quando un governo teme il voto, significa che ha paura del popolo. L’astensione è l’arma dei potenti per mantenere tutto com’è: precarietà, ricatti, miseria.
Ci vogliono ignoranti, isolati, rassegnati. Vogliono che accettiamo qualsiasi condizione pur di lavorare. Nessun diritto, nessuna sicurezza, solo ubbidienza cieca.
Chi alza la testa viene punito, chi sogna una vita migliore viene deriso. Questo non è progresso. È controllo. È oppressione. È la logica spietata del neofascismo mascherato da ordine e stabilità.
Ma noi possiamo dire NO. Possiamo dire SÌ.
Sì a un futuro con dignità, tutele, giustizia.
Sì al diritto di decidere.
Sì alla democrazia.
L’8 e 9 giugno rompiamo il silenzio. Andiamo a votare.
Difendiamo i nostri diritti, il nostro lavoro, la nostra libertà.
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