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Italia malata: il collasso silenzioso della sanità pubblica
Milioni di persone in tutta Italia sono ormai senza cure mediche. Le liste d’attesa, da Nord a Sud, sono infinite. Milioni di cittadini destinati a soffrire e a morire senza alcuna possibilità di essere curati. Il Servizio Sanitario Nazionale è al collasso. I medici sono sempre meno, sempre più sottopagati, sempre più esausti. Il ricambio generazionale è praticamente inesistente.
Un regime neofascista sta annientando, giorno dopo giorno, il presente e il futuro di milioni di persone. Lo fa in silenzio: legge dopo legge, manovra dopo manovra, smantella la sanità pubblica per spostare risorse verso quella privata — che, però, non riesce a garantire prestazioni dignitose, offrendo tempi lunghissimi o costi insostenibili.
Benvenuti nell’era dei bugiardi codardi: mentono spudoratamente in TV e sui giornali, raccontando che “va tutto bene” mentre il Paese sprofonda in un baratro. Gli ospedali chiudono, i pazienti smettono di curarsi, impossibilitati persino a prenotare una visita. L’Italia, mai come ora, è in ginocchio.
E la cosa più grave? Una classe dirigente che protegge i fascisti e insulta la Resistenza partigiana, che difende ricchi e potenti mentre umilia i fragili. Una classe politica spietata, piena di indagati, condannati e arrestati, che usa una propaganda senza limiti per appiattire la proposta politica. Convincono i molti che "sono tutti uguali", mentre i pochi fedelissimi continuano a votarli.
L’Italia è come un malato abbandonato dai medici. Un Paese in rovina, con la produzione industriale ferma da anni e un’espansione senza precedenti della criminalità organizzata, che prende possesso di intere zone, spargendo terrore anche solo per uno sguardo di troppo.
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