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Titolo: "Italia senza futuro: quando si uccide la scuola, si spegne un Paese"
Stanno uccidendo la scuola, e con essa il futuro.
Tagli su tagli, classi sovraffollate, edifici che cadono a pezzi, insegnanti umiliati, sottopagati e costretti a lavorare in condizioni vergognose. Manca tutto: libri, laboratori, sicurezza, personale. Ma soprattutto manca la volontà politica di investire nella conoscenza.
In Italia chi studia è visto come un illuso. Chi insegna è trattato come un peso. La cultura non è più un valore: è diventata un fastidio. Preferiscono un popolo ignorante, manipolabile, stanco, che non fa domande. Un popolo che accetta tutto perché non ha gli strumenti per capire e reagire.
Ogni anno migliaia di giovani lasciano l’Italia, non per “fare esperienza”, ma perché qui non c’è spazio per il merito, per l’intelligenza, per la creatività. I cervelli fuggono, i talenti vengono ignorati, e a rimanere è solo chi può pagarsi un futuro con i soldi di famiglia o con anni di umiliazioni.
La scuola pubblica dovrebbe essere il cuore di una nazione, il motore della sua rinascita. E invece viene lasciata morire.
E la cultura? Censurata, ridicolizzata, strumentalizzata. Si finanziano eventi inutili mentre si chiudono biblioteche, teatri, musei. Si premia l’influencer superficiale e si dimentica lo scrittore, l’artista, il pensatore.
Un Paese che non investe nell’educazione è un Paese che sceglie consapevolmente la propria distruzione.
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