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Un Paese in svendita: Italia nelle mani di pochi
L’Italia è stata svenduta.
Pezzo dopo pezzo, è stata consegnata nelle mani di pochi — banche, multinazionali, fondi speculativi, politici corrotti. Le autostrade, le ferrovie, l’acqua, l’energia, perfino la scuola e la sanità: tutto è stato trasformato in merce da vendere al miglior offerente, mentre al popolo restano solo le briciole.
Non esiste più il bene comune. Esiste solo il profitto.
Chi non può permettersi di pagare resta fuori: fuori dagli ospedali, fuori dall’istruzione, fuori dal futuro. I diritti sono diventati privilegi per pochi, e i doveri pesano solo sulle spalle dei più fragili.
La classe politica governa come se fosse sopra la legge.
Si auto-aumentano stipendi e rimborsi, tagliano servizi essenziali, umiliano i lavoratori e fanno finta di nulla. Sorridono in TV mentre la povertà esplode. Parlano di crescita mentre la gente muore sul lavoro, nelle strade, nelle case senza riscaldamento, nelle attese infinite della sanità che non c’è più.
Il messaggio è chiaro: se sei povero, malato o fragile, non meriti nulla. Sei un costo da eliminare, un numero da nascondere nelle statistiche.
Ma non è solo questione economica: è una questione di giustizia, di umanità, di visione. Chi ci governa non ha alcun interesse per il bene collettivo. Ha interesse solo per il potere, il denaro, la carriera.
E intanto il popolo viene diviso, messo gli uni contro gli altri. Lavoratori contro disoccupati. Italiani contro stranieri. Giovani contro anziani. Un Paese spaccato, più facile da controllare.
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