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Un Paese che premia i carnefici e punisce le vittime
In questo Paese chi denuncia viene perseguitato. Chi ruba, promosso. Chi aiuta il prossimo, isolato. Chi sfrutta e mente, osannato.
Viviamo in uno Stato rovesciato, dove la fragilità è vista come colpa e l’empatia come debolezza. I poveri vengono trattati come criminali. I disabili come un fastidio. Gli emarginati come un costo da tagliare.
Si moltiplicano i miliardi per le armi, ma si cancellano i sussidi per chi non riesce a vivere. Si costruiscono muri, centri di detenzione, gabbie per disperati, mentre ospedali chiudono e scuole cadono a pezzi. Si approvano leggi per proteggere corrotti, mafiosi e affaristi, mentre chi lavora onestamente viene schiacciato dalle tasse e dall’indifferenza.
È una guerra silenziosa contro i più deboli. Una guerra condotta con tagli, decreti, indifferenza, propaganda. Una guerra dove le vittime non fanno notizia e i carnefici siedono in Parlamento.
Chi ha perso tutto continua a perdere. Chi ha tutto riceve ancora di più. E quando osi alzare la voce, ti accusano di essere divisivo, estremista, sovversivo.
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