Missioni internazionali o gite di rappresentanza?

Ancora una volta assistiamo a una "missione istituzionale" che sembra più una vacanza mascherata. Si parte per gli Stati Uniti tra sorrisi, abiti firmati e incontri di facciata, mentre in Italia la sanità crolla, i salari stagnano e i giovani emigrano.

Ci si presenta come rappresentanti dell’Italia, ma a quale titolo, e con quale mandato reale? Nessun confronto pubblico, nessuna trattativa trasparente, solo conferenze e photo opportunity. E tutto questo pagato con le tasse di milioni di cittadini che non possono permettersi nemmeno una gita fuori porta.

Nel frattempo, ogni giorno che passa il nostro peso in Europa diminuisce, le scelte vengono subite, mai negoziate. Eppure, si continua a viaggiare, a stringere mani, a fare promesse che non cambiano nulla nella vita delle persone comuni.

Serve una classe dirigente che affronti i problemi, non che li nasconda dietro viaggi diplomatici e retorica. L’Italia ha bisogno di chi resta, ascolta, lavora e decide con coraggio.



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