Quando la Storia si ripete, il silenzio è complicità

Non serve che un regime si dichiari apertamente fascista per esserlo. Basta normalizzare l’odio, la censura, la repressione del dissenso e la disumanizzazione del diverso. Basta tollerare chi parla di “superiorità” o invoca la “mano dura” come soluzione a tutto.

La storia ci ha già mostrato dove portano queste idee. Non è retorica, è memoria. E dimenticarla significa rischiare di cadere di nuovo.

Chi oggi resta in silenzio davanti a soprusi, razzismo, propaganda autoritaria, domani sarà complice di qualcosa che non potrà più fermare.

Difendere la libertà, la dignità e i diritti di tutti non è un’opinione: è un dovere.



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